Con il saluto nella lingua locale “assalomu aleykum” inizia l’avventura di tutti i viaggiatori che si recano in Uzbekistan, Stato dell’Asia centrale divenuto indipendente dall’URSS nel 1991.

Questo tour è conosciuto anche come “via della seta” proprio perché in passato vi facevano sosta le carovane che partivano dalla Cina e si protraevano fino a Costantinopoli ed oltre portando con loro sete bellissime e pregiate. Sono in molti a pensare che di bello da vedere ci sia solo Samarcanda, ma vi assicuro che non è così. L’Uzbekistan è tutto meraviglioso, come nei libri delle Mille e Una Notte che si leggono da bambini. Accostavo spesso le maestose costruzioni composte da Madrasse (antiche scuole coraniche), moschee e minareti ai palazzi di Aladino disegnati nelle favole.

 

TRADIZIONI

Il popolo uzbeko vive di antiche tradizioni che ancora oggi vengono rispettate e portate avanti dai più giovani.

Il patriottismo è molto forte, e lo si percepisce in ogni luogo.
Nei mesi di settembre ed ottobre, attraversando le varie città, si possono scorgere numerose donne che raccolgono il cotone nei campi. È un lavoro piuttosto faticoso, sia per via del sole cocente che picchia sulle loro teste, sia per la posizione che devono mantenere durante la raccolta. Ma è una pratica molto importante e produttiva che si tramanda da generazione in generazione.

Il matrimonio: sacro per gli uzbeki. Il fidanzamento ufficiale deve durare almeno un anno prima di convolare a nozze ed è fondamentale arrivare vergini al matrimonio. Per richiedere la mano della sposa i genitori del ragazzo devono visitare i futuri suoceri tre volte prima di ottenere il consenso. Strano ma allo stesso tempo affascinante sentire i racconti riguardanti il loro matrimonio e o fidanzamento.

Il popolo delle donne dai denti d’oro: le donne più anziane sfoggiano un sorriso a 24 carati. Per loro è simbolo di bellezza nonché motivo di ostentazione. Le signore uzbeke indossano l’abito tradizionale composto dalla tunica khan-atlante e da pantaloni. Un foulard avvolge il copricapo lasciando però scoperto il volto. I giovani invece si vestono all’occidentale con jeans e magliette.

L’usanza del thè: il thè viene servito in una teiera di porcellana finemente decorata. Prima di berlo viene versato nella piccola tazza e riversato nella teiera per ben tre volte. Il motivo? Il thè, in questo modo, si miscela meglio. La tazzina deve essere riempita solo a metà poiché colma viene considerato segno di maleducazione. Una tazza piena di thé spinge l’ospite ad andarsene dopo averla bevuta, mentre una mezza piena lo incita a rimanere per berne dell’altro.

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