Tre giorni pieni a Marrakech, città del Marocco considerata il più importante centro turistico culturale di tutto il nord Africa. Cosa fare?

Marrakech porta con se mille anni di storia che hanno lasciato il segno ed oggi questa meravigliosa città si presenta ai suoi visitatori piena di atmosfera, colori, profumi e sapori. E’ caratterizzata dalla Medina, molto estesa e trafficata, e da una parte nuova in crescita contornata da eleganti complessi ricettivi.

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viaggio Marocco per disabili

Il mio racconto di viaggio inizia proprio dalla Medina, cuore geografico e spirituale della città rossa. Ho deciso di pernottare in uno dei tanti riad sparsi nel suo intrinseco di vie. La Medina è un vero e proprio museo a cielo aperto che si estende per 700 ettari e che è entrata a far parte del Patrimonio UNESCO. Non è facile orientarsi al suo interno: le stradine sembrano tutte uguali, non sono segnalate e sono davvero pochissimi i cartelli che indicano le attrazioni della zona. La sua pavimentazione è acciottolata, a tratti rotta o con terreno sabbioso, ma non è impossibile percorrerla in sedia a rotelle anche se sarebbe meglio essere muniti di ruotino elettrico. All’interno della Medina non vi sono rampe per salire e scendere dai marciapiedi e quasi tutti i negozi e bar presenti hanno un gradino da superare all’entrata. Nonostante ciò è bellissimo perdersi nei coloratissimi souk, pieni di spezie, oli di Argan, tessuti, tappeti, orecchini e abiti tradizionali. Gli acquisti sono d’obbligo ma ricordatevi di contrattare… SEMPRE! Il simbolo della Medina è senza dubbio la Moschea della Kutubiyya (quattro gradini all’ingresso), principale edificio religioso della città, col suo minareto decorato che raggiunge i 69 metri d’altezza. I giardini e gli esterni della moschea non presentano barriere architettoniche. Altro luogo imperdibile è la famosa Piazza Jemaa el Fna, considerata il centro vitale di Marrakech. Ospita numerosi banchetti dove assaggiare lo street-food, giocolieri e incantatori di serpenti attirano i tanti turisti con i loro spettacoli, tatuatrici di henné propongono disegni da imprimere sulla pelle e venditori ambulanti cercano di guadagnarsi la giornata richiamando a se più persone possibili. I serpenti e le scimmiette, per chi fosse interessato, sono situati nella zona della piazza che conduce al viale della Moschea Kutubiyya. La piazza da il meglio di se al tramonto, quando il sole la illumina di arancio! Per ammirare al meglio questo spettacolo della natura bisogna salire su una delle tante terrazze dei bar che fanno da cornice alla piazza. Purtroppo nessun locale è munito di ascensore quindi bisogna trovare qualcuno che sia disponibile a portarti su di peso. Nei pressi di Jemaa el Fna si trova la kashbah fortificata simboleggiata dall’imponente porta a ferro di cavallo Bab Agnaou. Dietro la Moschea Moulay El-Yazid si trovano le meravigliose tombe Sa’diane, sepolcri reali custoditi in stanze con stucchi e mosaici ricercati. L’ingresso per il disabile è gratuito. Per accedervi vi è un corridoio piuttosto stretto ma fruibile con la carrozzina. Per visitare le tombe dei reali bisogna superare un gradino, mentre per ammirare le lapidi della servitù non vi sono barriere. Nei pressi di questo complesso vi sono i famosi palazzi El Badi e El Bahia ma purtroppo non ho potuto constatare le loro accessibilità in quanto sono arrivata alla biglietteria in prossimità della chiusura (ore17).

La Medina di Marrakech è incomparabile… E’ caotica, sporca, polverosa, rumorosa, ma tanto tanto affascinante! Non puoi fare a meno di perderti nelle sue vie e non riesci a smettere di visitarla… Se sei in sedia a rotelle devi prestare molta attenzione ai carretti e alla biciclette che sfrecciano a tutta velocità a tutte le ore del giorno! Bisogna viaggiare sempre sul lato destro della strada altrimenti si rischia di scontrarsi con qualcuno!

Cosa c’entra lo stilista parigino Yves Saint Laurent con Marrakech? Durante un viaggio nel lontano 1966, YSL ed il suo compagno scoprirono un complesso di giardini botanici progettati dall’artista Jacques Majorelle nel 1931. Se ne innamorarono e decisero di acquistarli insieme alla villa presente all’interno. Oggi “Le Jardin de Majorelle” attira più di 600.000 visitatori l’anno. Le ceneri di YSL sono state cosparse nel roseto della villa ed il 3 Dicembre 2011 è stato inaugurato il museo berbero. L’entrata per disabili è accanto alla biglietteria. Il disabile e l’accompagnatore non pagano (meglio essere muniti di fotocopia del certificato d’invalidità). Gli interni sono accessibili. Nonostante vi sia qualche gradino sparso qua e là, le lunghe e lisce stradine permettono ai visitatori in sedia a rotelle di arrivare dappertutto. Il blu de Majorelle mischiato alle piante che addobbano i giardini formano un tripudio di eleganza e raffinatezza!

viaggio Marocco per disabili

Circa 200 metri più avanti dei giardini si trova il Museo YSL, inaugurato nel Settembre 2017. Il biglietto lo si acquista alla biglietteria de “Le Jardin de Majorelle”. Se siete amanti della moda vi consiglio una tappa anche qui, dove potete ripercorrere la vita e la carriera del famigerato stilista. Il museo è totalmente accessibile in carrozzina con ascensore e bagno per disabili. Questa zona è più nuova, presenta rampe per salire e scendere dai marciapiedi e le strade sono meno rotte. Non ho trovato né qui né altrove locali con bagni per disabili.

Dove e cosa mangiare a Marrakech? Quando sono all’estero mi piace sperimentare, quindi assaggio tutto quello che mi viene proposto. Un MUST in Marocco è sicuramente il cous cous, servito con verdure e/o con carne. Altro piatto che ho adorato è il tajine di pollo, pietanza tradizionale che prende il nome dal piatto di terracotta in cui avviene la cottura. Nel Riad Dar Mamouni, dove ho pernottato, ho assaggiato la pastille, sostanzioso sformato di carne e verdure servito solitamente come antipasto. Consiglio vivamente la cena reale presso il riad Al Kadar, gestito dall’italiano Michele. Dopo una serie di antipasti di verdure viene servito lo sfa, piatto unico composto da spaghetti fini fini, uvette e pollo! Impossibile non mangiare il loro buonissimo pane, il Batbout, servito caldo con salse e/o marmellate.

 

 

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